Qualche consiglio su come insegnare alla Prole a tenere sotto controllo tutti i propri impegni , da quelli scolastici al tempo libero, a completare tutti i compiti e a non arrivare più in ritardo.
Negli ultimi anni si è notato che organizzare in modo sano e soddisfacente il proprio tempo è diventata un’azione alquanto difficoltosa per noi persone ormai cresciute, figuriamoci per Bambini, Ragazzi & Giovani Adulti, le cui capacità organizzative-gestionali si sviluppano definitivamente e completamente solo verso i 18 anni di età, quando il cervello ha concluso la sua crescita.
Quindi, arrabbiarsi con la propria Prole se dimentica di fare i compiti, arriva ad allenamento senza le scarpe giuste, si presenta dal dentista con 30 minuti di ritardo e non pulisce mai la propria camera è umano ma allo stesso tempo inutile se non ci si arma di appositi e specifici strumenti, che come P.O. ho sperimentato non solo su me stessa ma anche su mia figlia, ora adolescente.
Ad esempio, per tenere sotto controllo tutti gli impegni giornalieri della Prole, che solitamente spaziano da quelli scolastici a quelli extrascolastici, riempiendo l’intera giornata fino all’ora di cena e a volte anche oltre, è utilissimo utilizzare il cosiddetto Visual Planner.

E’ un calendario che può essere giornaliero, settimanale e/o mensile, dove si disegna una griglia con date, giorni della settimana e ore del giorno: ad ogni intervallo di tempo si assegna un post-it, magari di colore diverso per differenziare le diverse attività (scolastiche, sportive, culturali come teatro e corsi di lingua, tempo libero…), inglobando anche le sacrosante pause rigenerative per fare merenda e usare il cellulare.
In questo modo, la Prole visualizza le diverse attività da svolgere, non dimentica pezzi per strada e se non riesce a completare un’attività non obbligatoria entro il giorno prefissato, sposta il post-it su un’altra casella, ottenendo anche un’efficace visione dello scorrere del tempo e delle attività già svolte.
Per riuscire a massimizzare i benefici apportati dal Visual Planner, è bene far elencare alla Prole, in maniera del tutto spontanea e caotica ma anche completa, tutte le attività previste per la settimana: alla fine di questo processo, va stilata una to-do-list giornaliera (ovviamente mai troppo onerosa, altrimenti ci si sfinisce solo a guardarla!) che comprenderà sia le attività da fare/finire obbligatoriamente entro quella giornata sia quelle non obbligatorie, che, invece, se fatte lo stesso avvantaggerebbero il carico di lavoro delle giornate seguenti.
Inoltre, una volta redatta la to-do-list giornaliera, va aiutata la Prole a classificare le 3 attività più importanti della giornata con il metodo MIT (Most Important Tasks), in italiano “le attività più importanti”: una volta svolte le 3 MIT, tutto il resto sarà in discesa.
Se, poi, tra le MIT compare un’attività particolarmente faticosa o noiosa, ad esempio una ricerca di scienze assegnata un mese prima e continuamente rimandata, il trucco è svolgerla per prima, facendo proprio il motto di Brian Tracy “Eat that frog!” ovvero “mangia quella rana!”, che si si rifà a una citazione di Mark Twain: “Eat a live frog first thing in the morning and nothing worse will happen to you the rest of the day”, che tradotto recita circa così: “per prima cosa al mattino mangiati una rana viva e niente di peggio potrà accaderti durante la giornata”.

Per evitare, poi, di stressare troppo la Prole e indurla a perdere la concentrazione, è molto utile usare la Tecnica del Pomodoro, geniale metodo creato nei suoi anni universitari da Francesco Cirillo: conviene lavorare su un compito per 25 minuti senza distrazioni, poi fare una pausa di 5 minuti, riprendere a lavorare per altri 25 minuti e ogni 4 sessioni, cioè ogni 2 ore, ci si può rilassare per 15-30 minuti. Gli intervalli di tempo sono scanditi da un timer, che nel caso di Cirillo aveva la forma di un pomodoro che veniva usato in cucina nella casa affittata con altri studenti.

Infine, per far sì che la Prole arrivi in tempo ad ogni appuntamento, bisogna abituarla ad usare il metodo del retro-planning: si calcola il tempo di spostamento per arrivare da casa a destinazione + eventuali ingorghi del traffico + 10 minuti di sicurezza e si ottiene un intervallo di tempo che va sottratto all’ora finale dell’appuntamento. In questo modo, so che uscendo di casa, ad esempio, 45 minuti prima dell’ora X, considerando i 25 minuti di spostamento effettivo, i 10 minuti per eventuale rallentamento del traffico urbano e i 10 minuti di cuscinetto non sarò in ritardo né arriverò trafelato a destinazione.
Ovviamente, tutti i metodi da me elencati sopra vanno personalizzati in base all’età, al carattere ed all’inclinazione della Prole, visto che uno dei grossi pregi dell’organizzazione del tempo è quella di poter essere cucita addosso al singolo in modo da trarne il maggior beneficio e soddisfazione possibili.
E ricordate: zero stress, è solo Questione di Organizzazione!